La Sterfimia... chi?

Utente: sterfimia
Nome: STERFIMIA
trecce rosse. occhio nero. sorriso soddisfatto. sono LA STERFIMIA. un'elegante malattia infettiva?! o soltanto una leggiadra strega dai capelli arruffati?!

Chi dice Cosa

PV64 in con il francese &egr...

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lunedì, 09 marzo 2009

con il francese è finita. una volta per tutte. :) con anda di chi è davvero felice aspetto di scrivere la tesi e penso a quello che vorrei fare, essere, vedere nelle prossime settimane, mesi...mi piacerebbe dire anni, ma andiamo, chi voglio prendere in giro. e allora scivolano via un pò così, senza tante pretese, queste giornate...un pò distratte, un pò da marinai, un pò da inquieti girovaghi:

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postato da: sterfimia alle ore 16:07 | link | commenti (8)
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mercoledì, 28 gennaio 2009

CHI L'HA VISTA

sterfi"CERCHIAMO RAGAZZA 27ENNE NOTA COME LA STERFIMIA. SPARITA DA UN PAIO DI MESI SI DICE L'ABBIANO VISTA AGGIRARSI CON DEI LOSCHI LIBRI DI FRANCESE SOTTOBRACCIO. LA POTETE FACILMENTE RICONOSCERE DALLA CLASSICA ESPRESSIONE DI STUPORE MISTO INCONSAPEVOLEZZA TIPICA DELLA FRASE <<NON SO COME SIA POTUTO SUCCEDERE!>>. CHI NE AVESSE NOTIZIA PREGO CONTATTARE I GENITORI: DEVE ANCORA PORTARE FUORI LE IMMONDIZIE DELLA SCORSA SETTIMANA E LE MEDICINE CHE TENGONO IN VITA LA NONNA LE HA LEI IN BORSA".
postato da: sterfimia alle ore 14:16 | link | commenti (14)
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lunedì, 29 dicembre 2008

TORTURE NATALIZIE AL SAPORE DI CANNELLA

Senza nome10E allora - ma si (finalmente) - anche questo natale è passato riuscendo, come solo lui sa fare, a consumare lentamente testa e corpo. il tutto condito con la classica amarognola venuta di parenti da lontano che ha portato come ogni anno immensa gioia in famiglia:
*DLING DLONG*
- oddio o_O…………
- ...........i parenti da lontano!
- io devo aggiustare il phone da viaggio!
- io...io...io devo lavare i piatti!
- ma i piatti sono già lavati!
- non così bene >_>………………
eppoi il dramma giornaliero: “mio dio! ma avremmo abbastanza da mangiare?????…infondo abbiamo SOLAMENTE un antipasto misto di pesce, una zuppa di gamberi e porro, tagliolini al nero di seppia alla marinara, orate al forno con patate e verdure, pandoro con crema di mascarpone, biscotti al burro e pan pepato, cioccolata, torrone, arachidi…..…e stasera??? perdio, stasera cosa mangiamo???”.
e allora nel rispondere a questa domanda che fare se non slacciare la cintura ed espandere la pancia allo spazio circostante?
e diversamente da bakis , poi, che a quanto pare avrà un futuro da scribacchino medioevale, i miei regali ricevuti invitano a tenere acceso forno e fornelli:
- libriccino di ricette per biscotti + formine varie - già inaugurati. tentativo di incremento colesterolo di parenti e amici riuscito con successo.
- scatoletta di bottoni colorati – da sostituire a quelli esplosi dopo il secondo bis di musetto e brovada.
- tavoletta grafica – nel caso non ci capissi una mazza, da usare come piatto alternativo per formaggi e mostarde.
- funerea collana nera – da indossare il giorno in cui i pantaloni non saliranno più.
- libro ABC 3D (da avere!) – per imparare nuovamente a leggere dopo overdose da zuccheri.
ed ora, scusatemi, è arrivato il momento della mia dose giornaliera di burro.
disse la sterfi prendendo la spinta e rotolando verso la cucina...
postato da: sterfimia alle ore 14:30 | link | commenti (12)
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lunedì, 15 dicembre 2008

PAST IN PILLS

...perché noh!, non ce la posso fare, nonostante ciò che ho affermato un giorno qualsiasi di dicembre (vedi sotto)....perchè si!, mi sono fatta rapire dalle vacanze natalizie ancor prima che i babbi natali iniziassero ad arrampicarsi e il consumismo frenetico entrasse nelle nostre case sbattendo i pugni sul tavolo.
Aaaaaah la crisi…che io anche sia un pò in crisi??
Quisquiglie.
Ecco qua pillole di sterfi. Dosaggio e assunzione a vostro piacimento.


Ottobre:
- la sterfi stira camicie dai polsini prepotenti: raddoppiata dose di stira&ammira. Polsini intossicati.
- la sterfi ha distrutto i superpoteri del mUsaicista: ora il suo codino viaggia tra gli scarichi friulani :''''''(
- la sterfi gioca a Forza4 con il suo senso di responsabilità: ed è massacro.
Novembre:
- la sterfi sguscia fuori dall’aulastudio cercando di non far notare la sua ridicola presenza di soli 58minuti, ma sbatte contro sedia girevole: sorride, saluta e scappa!
- la sterfi pronta per uscire: se in giro vedete 2 stecchini color giallo canarino impagliato che si muovono...beh, sono io ^_^
- la sterfi ha un'idea splatter su come eliminare definitivamente il suo malditesta
- la sterfi ha un desiderio per ARIA
- la sterfi finirà così: nel seguire un gatto turco si ritroverà misteriosamente schiava di un sultano con il compito preciso di lavare slip delle concubine. Domani si parte.
Dicembre:
- la sterfi indignata dall'immobilismo delle sue dita ormai arrugginite, dichiara: "è ora di riprendere a scrivere seriamente!".......ispirazione WANTED! possibilmente viva!
- la sterfi IMPREVISTO: vai fino a Milano da nipote malatino. attenzione: vomito e moccolo a secchiate.
- la sterfi si agghinda con pendagli da egyptian funeral party portando gioia e raffreddore nella vita del mUsaicista.
- la sterfi si rigira nel piumone: "yawn eppure questa mattina dovevo fare qualcosa di importante................................... ..............ahn, studiare o_O ."
- la sterfi pensa al post-esame pre-natale. il resto è un buco nero di noiosi convenevoli ed un compleanno di troppo (e la stefi, gioiosa, si addobba di microluciscintillanti)
- la sterfi ,attendendo caffeh, pensa bene di rendere fruttuoso il tempo morto comprandosi simpatici scalda-wrist svedesi. poi forse tornerà a studiare. saltellando.

(fonte: quella cosa chiamata facebook)
postato da: sterfimia alle ore 19:35 | link | commenti (7)
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giovedì, 09 ottobre 2008

VISIONI SACRILEGHE

croce
In fase di battaglia quello che farebbe ogni persona sana ed intelligente - e soprattutto credente/praticante quale sono io, ehn giah - è andare in pellegrinaggio a sud per benedizione antifluenzale. sulle ginocchia.
perchè amme il vaccino mi sa da cosa poco sana e qua pare che inizino già a girare virus malefici che attaccano senza preavviso amici e conoscenti, parenti, passanti.
e la sterfi no mica vuole essere da meno.
molto bene.
e lo dico per il mio programma di lavoro intenso finesettimanale e postsettimanale. nonchè per il fatto che magari devo iniziare a scrivere la tesi?
la sterfi si estranea. non cede al paracetamolo e sposta lo sguardo su, verso zanzara spiaccicata sul muro del '98 ed ecco la scena: lei che, bella, bellissima - senza occhiaie - sorridente si avvicina al tavolo verde, stringe la mano al suo relatore, tutta la commissione poi scoppia in un applauso spontaneo mentre lei si concede con inchino da divah - senza tacchi.
......
ok
non è sano pensare al giorno della tesi quando invero ancora la tesi non esiste. -__-"
nonchè fare tutto questo senza prima aver passato gli ultimi due esami -_____-"
e per di più pensarmi bellissima in mezzo a mille applausi........no beh questo è possibilissimo u___u
quindi: benedizione! vieni a me! ma niente saette puerfavor. che sono allergica.

postato da: sterfimia alle ore 19:36 | link | commenti (7)
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sabato, 27 settembre 2008

TEINO E ALTRE DIPENDENZE

teinoÈ già arrivato. Il periodo delle docce bollenti. Il processo di dipendenza da qualsivoglia fonte di calore è diventato irreversibile. Succede che poi sono davvero poco qua. E molto ma molto di più dilà. E pare quasi di aver perso un pò la frizzantezza delle mie dita grafiche – che schiacciano tasti. Non bastasse questo, scopro che amici di blog, simpatiche letture, appuntamenti abituali, sono puff dileguossi. Questo lascia un po’ di amarezza. Specie se accompagnato da arrogante autunno che avanza senza paura né macchia. Le mie, capite, sono semplici pause DA riflessione e sono necessarie quanto un teino caldo in serata buia e tempestosa. Ma le giornate si accorciano, si cade in letargo. E come ho ben detto prima ci si attacca a tutto ciò possa benevolmente generare calore. Indi il computah. Indi rinascerò tra l'odore della plastica surriscaldata. Fondamentalmente aggrappata alle ventoline del portatile.
La sterfimia ringrazia.
postato da: sterfimia alle ore 11:37 | link | commenti (12)
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domenica, 24 agosto 2008

AND THE WINNER IS...

Si, lo so che in quest’ultimo periodo di mia (giustificata) assenza sono successe cose, fatti e misfatti, qualcuno che bombarda qualcun'altro, chi vince medaglie, chi invece no. ma se ne parla già abbastanza ed io odio essere rindondante. quindi oggi cari i miei (pochi) (affezionati ma straordinariamente irriducibili) lettori, vi parlerò delle patatine.
già. le patatine.
e a questo punto tutti inevitabilmente finiscono col pensare a Rocco Siffredi e al suo sacchetto di patatine che tirano.
ehn già.
io ovviamente non ci avevo pensato altrimenti ci avrei scritto un post, quindi indubbiamente siete stati voi che indirettamente mi ci avete fatto pensare.
ma dicevo. la patatina. no, non quella di Rocco Siffredi.
Oggi infatti stavo piacevolmente notando che la SanCarlo ha lanciato una nuova linea di patatine: VIVALIA.
che già il nome vabeh. Un mix velatamente subliminale tra viva e italia.
!! complimenDoni !!
Non credevo che delle patate fritte avessero un tale spirito patriottico!
ma superato lo step del nome (e della grafica orripilantes), è stato stupefacente vedere come quello che la SanCarlo comunica con il packaging è assolutamente stonato con il prodotto in sè, ma armonicamente in sintonia con quello che il consumatore vuole sentirsi dire o in questo caso leggere su una confezione di gustose seppur caloriche e infondo mica tanto sane patatine.
Esordiscono con "le chips tutto gusto e benessere"
nella mia testa parte il trenino della samba…
continuando poi sul retro con "La vita moderna richiede un'alimentazione salutare ed equilibrata, che assicuri gli elementi necessari per il benessere e la forma fisica. ma non c'è vero benessere se non c'è gusto. E' per questo che San Carlo vi propone Vivalia, le chips croccanti e dal gusto unico, ideali per concedervi una pausa sana e gustosa ogni volta che volete!"

ma soprattutto sana. e con le dita unte d’olio.

Ma quanto sono simpatici questi markettari della SanCarlo. Oh, io ho deciso che li voto per il premio simpatia.
E voi penserete “chellavorodelgazz!”
E pensate bene!
Del resto è esattamente quello che vuole andare a fare la sterfi quando sarà grande (leggi: tra un paio di mesi).
ridiamo, ridiamo pure tutti insieme ah ah ah ah

si si, ridete pure maledetti. Ma quando quel premio simpatia sarà mio, allora…ah ah ah ah allora si che…che…verrà incorniciato e appeso in luogo consono.
In bagno.

Dove del resto si trova già la mia prima laurea.
Chissà se c’è spazio sopra la tazza anche per la seconda...
postato da: sterfimia alle ore 15:25 | link | commenti (5)
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sabato, 26 luglio 2008

VEGanze


Ebbene si. Anch’io ero lì. In fila alle fontanelle della spiaggia.

Italiano medio in vacanza con bambina in nota località balneare:
dai adesso lascia il posto alla signora!
la sterfi: ecco, brava bimba, lascia il posto alla signor…….. ….. … .  -_-‘

ovviamente non deve avermi visto bene ehn
Che amarezza. Soprattutto perchè quell’italiano medio avrà avuto toh al massimo 2 anni meno di me.
Ok facciamo 5.
ma non è questo il punto. A quanto pare infatti sono diventata una signora che si sciacqua i piedi alle fontanelle.  Una signora in vacanza con il cappello di paglia e il costume intero floreale che legge giornali tipo Chi e Novella2000. Che dire…ora non mi resta che ingrassare una 50ina di kili e poi lanciarmi negli irrefrenabili balli latinoamericani sul lungomare.
oddio se ci penso mi vien quasi voglia di vedere una fiction ma no dai, non posso buttarmi giù così.
Quindi reagisco cercando di dimenticare le chiassose esternazioni dei bagnanti con i melodiOUsi Kings of Convenience che tanto si addicono ad un desolato, pacato e riflessivo scenario marittimo. Per intenderci quello dove NON sono stata io.
ma almeno è zona franca per me e il mUsaicista (riferimenti qui qui e qua)...Che finito di lavorare mi porta a mangiare sushi a bere buon vino a ridere senza pretese. ma soprattutto a mangiare. O forse bere, non ricordo.
vabeh è che poi mi guardo allo specchio e mi chiedo perché ho un ravanello gigante sulla maglietta che dice “eat veg!”…insomma è come se un maiale mi guardasse fisso negli occhi e mi dicesse “adesso tu afferri questa coscia e ci fai una bella salsiccia, ci siamo intesi??!!”. Inzomma, è controproducente, non si fa…non si fa, dai. Quindi credo la userò per dormire, la maglietta pro-verdura, a scapito però della mia minimale e lineare sottoveste vintage a righine.
Cosa non si farebbe per salvare un po’ di pomodori e un cespo di ravanelli…

ma attenzone! donne avizzite cosparse di olio solare non sono nulla a confronto di......nipote bolzanina. la belva. è arrivata. la sensazione è quasi quella di essere mangiata da un esercito di ravanelli carnivori.
che il grande cocomero ci aiuti. tutti quanti.
postato da: sterfimia alle ore 18:19 | link | commenti (8)
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lunedì, 30 giugno 2008

BLANK


Potrei iniziare un nuovo post narrandovi della mia proficua vita universitaria, del consueto lavoro tra buffi matrimoni e cene associazionistiche supersegrete, del prossimo concerto a cui parteciperò o chennesò dei miei piedi gonfi in queste afose giornate di fine giugno, ma diciamo che per questa volta vi risparmio.
Quindi vi parlerò del mio futuro.
erano meglio i piedi gonfi!
no ma dai è che io non so bene cosa diventerò da grande. Non so bene chi diventerò. Eh sarebbe troppo facile dire personalità confusa, ma no alla fine è lei che mette me in confusione. Ma non so forse ho sempre un po’ invidiato chi nasce con l’ambizione di DIVENTARE. e la grinta e la forza di realizzarla, l’ambizione.
Fare giurisprudenza per diventare avvocato.
Medicina per diventare dottore.
Insomma è tutto molto semplice.
Relazioni pubbliche per diventare
Anche la facoltà che ho scelto mi mette in confusione.
C’è poi voluto un po’ per cancellare l’orrida figura del PR discotecaro che aleggiava nella mia mente ai tempi dell’immatricolazione, anche perché credo di aver visto la luce solo al 2° o 3° anno di università…e quando l’ho capito mi sono detta: bene, è proprio quello che NON voglio fare.
Ancora adesso però lotto strenuamente con parenti e amici tutti che alla domanda “ma cosa sono le relazioni pubbliche?” o “si ma alla fine cosa diventi?!” mi vedono assumere faccia da apatia misto fastidio tipo questa -_- cose che alla 189a richiesta rispondo con un rassegnato "darò riduzioni fuori dalla discoteca" -_-
ma noooo è che la gente vuole delle onorificenze…il Signor Poggiponzi, geologo. Don Quaqquaraqquaquà, mafioso.
La Sterfimia, non pervenuto.
e vabeh.
intanto devo ancora capire dove voglio (devo?) andare, con (da?) chi e soprattutto perché (perché?).
Ricordo di aver letto da qualche parte che la città è importante per trovare i propri simili e l'incoraggiamento necessari, ne sono pienamente d’accordo ma come si fa dico bisogna avere anche chiulo. Potrei quasi aprire una discussione su come Milano possa essere deviante e distruttiva per il mio essere ma allo stesso tempo produttiva per una mia futura professione. Ma non lo farò. Che adesso sono stanca e non mi ricordo più quello che dovevo dirvi.
dicesi svarione galoppante.
e approposito di equini distratti, in questo periodo vivo with pleasure i doveri e soprattutto i piaceri. però dormo un po’ troppo poco il sonno che mi spetterebbe e quel poco che ho è contaminato…di giorno impossibile pensare al blog, quindi entra in soccorso il mio subconscio che di notte cerca di suggerirmi spunti per nuovi posts. si ma come se poi al mattino io mi ricordassi qualcosa.

aaaaaaah ma com'è bello essere una svampita 26enne di 81 anni...
postato da: sterfimia alle ore 14:32 | link | commenti (15)
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venerdì, 13 giugno 2008

FACCIO COSE VEDO SFOCATO

Senza nome4
Da piccola cadevo dalla bicicletta.
inevitabilmente.
le cause mi sono sempre state sconosciute ma c'è chi ha azzardato una mia mancanza di equilibrio - io mancanz........ahahahahah. si probabile.
Facevo molto ridere, già. credo anche i passanti ma specie le amichette, insomma alla terza caduta di fila è anche comprensibile. come potevo prendermela infondo. ecco, mi consola il fatto di essere stata un simpatico giullare traballante visto che ahimè le ginocchia malconce sono sempre qui e chissà per quanto ancora.
a queste, oggi, si sono aggiunte occhiaie di portata eccezionale, indice di una vita malsana (leggi vita regolarmente ristretta ai doveri o ristrettamente regolata dai doveri) che ultimamente conduco causa forze supreme che ignoro.
no a dire il vero no, lo so bene. eccome. lavoro esclusivamente per i soldi. studio per finire questo parto gemellare di università.
ma il tutto è davvero tutto troppo ravvicinato. un concentrato di sforzi fisici e mentali che mi ha portato in questi stati da discarica.
esco poco. anche con il mUsaicista. che in realtà meriterebbe più attenzione.

sorellanza:
in una vita passata dovevi essere stata un panda. con quei cerchi neri è inevitabile...
la sterfi: ti ringrazio...
il mUsaicista: ma i panda sono belli...
la sterfi: ti ringrazio...

questo il massimo che ho potuto dare.
ancora mi chiedo come al mUsaicista non sia preso un attacco di narcolessia fulminante ogni volta che sta con me.
l'energia che incamero di notte la mattina viene automaticamente fatta defluire direttamente dai piedi.
dannate perdite.
un idraulico! chennesò.

la sterfi: e pensare che finiti gli esami e il lavoro e tutto sto casino sarà praticamente anche finita l'estate...
il mUsaicista: ...in questo emisfero...
la sterfi: ...
il mUsaicista: ...non bisogna mai farsi condizionare dal proprio emisfero....

questi! consigli rillassamuscolifaccialitesiedoloranti!
terapeutici.

c'è chi poi mi consiglia di arredare il tunnel. che dici vabeh ci dovrò stare un pò tanto vale metterci qualche foto e due poltrone...
ho deciso che comprerò una pianta
postato da: sterfimia alle ore 12:02 | link | commenti (5)
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sabato, 17 maggio 2008

CHIEDILO ALLA STERFI

- no stefi prima risolviamo un bel problema…
- eh
- il regalo per la figlia dei miei amici. sono in crisi con le paperelle. qua però ci sono anche degli orsacchiotti che ammiccano dai aiutami…
- ahmm…l’orsacchiotto ammiccante guarda non so dipende se è simpatico…ma chennesò una girandola colorata…
- mm…
- …gli stampini!! dei libretti per disegnare?!
- mmm…
- Delle costruzioni! Delle costruzioni in legno!!!
- mmmmm…
- Si ma scusa perché no le paperelle??
- Buona idea, prenderò le paperelle!
- molto beeene  è sempre un piacere -_-“

il dopo dopo il prima riguarda un certo concerto. ieri trovati i biglietti aggratis, oggi ci imbuchiamo tra i paganti. ma non è colpa mia giuro sono loro che hanno trovato me.
postato da: sterfimia alle ore 16:12 | link | commenti (18)
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venerdì, 09 maggio 2008

L'AGENDA DEGLI ORRORI

Le date mi stanno incastrando.
Cerco di far (com)baciare il mio rinomato ottimismo con la realtà dei fatti: fare 4 esami nella sessione estiva giugno-luglio è davvero credere in un mondo migliore. Quasi utopia. ma faccio finta di niente e vado avanti con i miei piani.
Tra i 4 esami prescelti, fortunelli, due fattibili - visti, spogliati e rivisti.
Altri due un po’ più…un po’ meno…Metodi d’Analisi Qualitativi e Quantitativi della Comunicazione, Tempo libero e dei Consumi. mi si è ingrippata la lingua, ma niente paura, non è altro che statistica. numeri…ok. spaventiamoci.
Segue un onestissimo Diritto Commerciale e d’Impresa, esame di cui ignoro programma, testi, professore. Insomma un buco nero. Preoccupante.
I numeri continuano ad inseguirmi. Date si incrociano tra un lavoro e l’altro. Credo parteciperò a matrimoni, feste e festini di metà Friuli e zone limitrofe. La nausea che mi sale al pensiero non credo sia per le eccessive olive ascolane e code di gamberi che ingurgito regolarmente, no, è qualcosa di ben più forte. Insito in quel grembiule e in quel passo spedito di chi non ha tempo per fermarsi. Ma evito di prendere antiemetici che amme i farmaci mi fanno paura e mi curo con il pensiero di una futura vacanza in un qualdove e in un qualquando.
Oppure punto a quel buffo personaggio dalle capacità rilassanti che nel tempo libero – poco – gioca con videocamera, ventoline e luci colorate, organizza cene di pesce, promette restyling a muri e vetrine di negozi, si incasina con la burocrazia e paga in ritardo le bollette mentre cerca di infilarsi una camicia di lino stropicciata. Riesce a togliermi anche il (seppur inesistente) dubbio sulla sua pazzia nel momento in cui ha accettato di farsi tagliare i capelli da me. Un impavido. Visti i capelli e visto chi terrebbe in mano le forbici……….Tio quanto mi piacerebbe fare la parrucchiera. Ma in uno di quei saloni un po’ alla Fiori d’Acciaio. Tra cise cotonate e tendine rosa shock. Altrimenti non c’è neanche gusto.
postato da: sterfimia alle ore 16:34 | link | commenti (8)
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lunedì, 05 maggio 2008

DISPERSIONE SPAZIO-TEMPORALE

POST
la Toscana enogastronomica mi ha alterato la percezione delle cose.
adesso vedo bambini che sono fiorentine e bottiglie di Chianti che crescono sugli alberi.
non sto niente bene.
postato da: sterfimia alle ore 19:17 | link | commenti (6)
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mercoledì, 23 aprile 2008

Sul cappellaio matto di qualche puntata fa…

…Perché sai - mi disse - mentre cambiavo rullino alla macchina fotografica ho alzato gli occhi e ti ho vista con in mano una bottiglia di prosecco…
- n.b. - no, dico, lui con in mano una 35mm del ’72 ed io una bottiglia di prosecco, di cui tra l’altro ignoro l’annata. -_-"
…e - continua - ho pensato che dovevo assolutamente venire da te.
beh, evidentemente quella bottiglia di prosecco la tenevo proprio bene, eh!
E dicci dicci, ma la sterfi...dico, la sterfi cosa fa...a parte uscire con questo buffo personaggio che definisce simpatici dei bottoni di vernice verde?!
Bah, dormo poco e sguazzo tra esami ormai passati, tra interminabili preparativi per partenza imminente, nonché tra giornate di lavoro e vari impegni sociali e non.
ma soprattutto non.
perché tipo oggi mi ritrovo a fare riposino con nipote bolzanina in trasferta…tutto bene finchè la pipi truffaldina non ci ha fatto sorpresa sotto le coperte.
quasi come quando, quella volta, credo in un’altra vita, mi sono ritrovata con la boulle dell’acqua bucata che, come uno tzunami, mi aveva inondato lenzuola e materasso.  Peccato che il materasso stava in casa del Fu lo mio fidanzatino del tempo. Il difficile è stato poi spiegarlo ai genitori di lui. Svegliati nel cuore della notte da una borsa incontinente.
e non sto parlando di me.
Io adesso di incontinente c'ho solo il sorriso.
Si, se ve lo state chiedendo ho gli occhi gioiosi. sto quasi raggiungendo l'overdose giornaliera.
postato da: sterfimia alle ore 00:33 | link | commenti (8)
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lunedì, 14 aprile 2008

SCHEGGE D'INFANZIA


Ricordo bene quel vortice di calci e pugni. quella mitragliatrice di sberle. e poi del sangue che esce dal naso. Non ricordo però a che naso appartenesse quel sangue.  Non ricordo, a dir la verità, neanche bene il motivo della rissa. Ma l’onore di mia sorella era stato macchiato. Forse con l’inchiostro simpatico. Forse per un’incomprensione a nascondino, ma in qualunque caso doveva essere stato un motivo del tutto valido per farmi accendere in quel modo. E farmi scagliare contro quella specie di tazza dalla chioma bionda.
Credo però il naso indagato fosse il suo. Perché riecheggia ancora quella sensazione di stupore collettivo da oooooh!.
davvero troppo sbalordito.
Perché io, la bimba smilza e taciturna, no, non potevo, non osavo. E il solo pensiero che qualcuno – primi fra tutti me stessa - potesse pensare questo di me irrorava ulteriormente la mia ira.
Poi ricordo d'essere fuggita da quel giardino, lasciando la malmenante e malmenata tra urla e pianti da colossal.
Ma non me ne pentii. Né durante, né poi, quando la madre – grande teiera dalla chioma bionda - rimarcò il mio tanto impulsivo quanto sbagliato atteggiamento con una noiosa ramanzina di cui difficilmente avrò dato peso.
Non importava chi avesse detto cosa, ormai avevo invaso un campo che non era di mia legittimità. E infatti da quel momento fu l’odio di una madre iperprotettiva.
Qualche anno in più (giusto qualcuno, eh!) e si presenta il problema contrario: crescendo dev’essere cresciuta la stima che evidentemente trasmetto a quei genitori che giocano a fare la Marta Flavi del nuovo millennio. Evidentemente la sindrome del nido vuoto non è più un problema per i genitori di oggi. Il problema sta proprio nel buttarli fuori dal nido, sti figli che s’attaccano con le unghie alle pareti di casa.
Io bah a sto punto non ci penso due volte. Riguardo nostalgica alle dita sporche di terra e a quell’odio immotivato. Meglio. Molto meglio. L’odio irragionevole evita lunghe ed imbarazzanti circostanze. Di cui so benissimo mettermici in mezzo da sola. senza l’aiuto di personale esterno.
La Direzione ringrazia.

postato da: sterfimia alle ore 15:53 | link | commenti (11)
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domenica, 06 aprile 2008

NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Vedersi fuori da un contesto rassicurante.
Senza nome11 Senza nome 
Io non avrò la cravatta. Lui, poi, sarà forse meno fascinoso (affermazione discutibile).
Sicuramente però sarà come (ri)conoscersi un’altra volta.
> ma quando succede qualcosa di bello, a chi lo si dice se non al proprio fratello?
mi ha definitivamente conquistata con questa frase - dev'essere stata la rima -
o forse l’anda d‘artista. il cappello da jazzista. le movenze da ballerino anticonformista.
> mi sono svegliato questa mattina e ho pensato: “la devo chiamare”.
E allora aspetto di uscirci per scoprire cosa ci sia dietro quelle movenze da cappellaio matto.
"Un té?!" disse la Lepre Marzolina...
postato da: sterfimia alle ore 23:46 | link | commenti (7)
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mercoledì, 26 marzo 2008

LA RAGAZZA DEL TRENO

Mi alzo all’alba di un giorno qualsiasi e in cucina - sorpresa: la tavola golosamente apparecchiata.
Poi un biglietto: la ciotola di frutta è nel frigo. Il caffè è pronto. Ricordati il miele e le vitamine. BUONA COLAZIONE. e in bocca al lupo per l’esame.
allora penso che sono proprio figlia di mio padre. La mania di lasciare post-it in giro per casa è dunque un’eredità di famiglia. Come la testa smemorina, le mani lunghe e affusolate, l’abitudine di tagliare il pane prima di metterlo in tavola.

E parto.
Prendo la mia valigia da profugo anni cinquanta e punto alle montagne.

Qui rivedo coinquilino, compagno, amico, vittima designata dei messaggi da scovare - ai tempi del mio soggiorno 30ino - tra i cuscini del letto, sul riflesso degli specchi, tra le conserve del frigorifero. la mia firma in una casa ormai lontana ma dall’indelebile odore di buono.

Annuso, non penso a nulla e mi godo il verde di quelle montagne, i racconti tra sorelle sotto calde luci penzolanti, il sorriso di facce tagliate dal vento, l’affetto di un abbraccio che non abbracciavo da tempo ma di cui, poi, credo potrei anche farne a meno. Come d’altronde ho già fatto in passato.

E rido guardandomi allo specchio: le occhiaie marcate e la baritonale voce mattiniera di chi ha appena passato una notte tra bottiglie di vino, fumo e risate senza ritegno, mi fa pensare che in realtà tanto da ridere non c’è. Soprattutto se queste notti tutto son state tranne che vissute a cavallo di fumi alcolici e non.
E allora bevo teino nel tentativo di dimenticare, di rimediare, di purificare. E spero in un imminente futuro di sole dove anche il mio tanto anemico quanto elegante pallore possa diventare colore di vita.

e si torna in Friulandia.

Padova. stazione di Padova.


Ma il nero che colora l’alto del mio finestrino non è sporco, cragna delle nostre stanche e acciaccate FS, no.
Prevedo un rientro bagnato.
postato da: sterfimia alle ore 23:45 | link | commenti (14)
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lunedì, 10 marzo 2008

DICEVI, SCUSA?!

2323194975_f031b68844_m> > > Che sono molto autoreferenziale in questi giorni – seh, beh, come sempre insomma -_-" Faccio finta di non aver sentito: giorni in cui sono soltanto io e i miei esami, io e il mio lavoro, io e i miei amici, io e il mio piumone a righe. Oggi poi sono in casa senza alcuna minima voglia e (n.b.!) senza alcuna minima intenzione di studiare. Quindi sono ANCORA PIU’ fortemente IO.
Ascolto distrattamente voci “(viva) Zapatero ha…Veltroni in visita ai…” com’era?! Vabeh, io il distrattamente  l'ho detto, eh... ma tanto i telemagazine mi hanno proprio stuBata. Sono noiosi ed io voglio poter bannare a vita i giornalisti che parlano con voce impostata da ro-boh imborghesiti con il maldimare. Cioè tutti. Lo so che è un brutto mestiere quello di dare le notizie di cui mezza Italia si vergogna…- vabeh, facciamo tre quarti e non se ne parla più - però,  dico io, dovrebbero pensare che come loro le dicono, noi le ascoltiamo queste shameful news. Quindi non vedo perché loro debbano ulteriormente torturaci in questo modo.
ma non è anticostituzionale sta cosa??!! dovrebbe esserlo…
ecco. Ora però appoggio la mia arma rivoluzionaria che fa un po’ a pugni con lo spirito di questo post e penso a maggio…a quando sarò
io, alcuni amici e Istanbul
è del tutto scontato dire che– e per questo non lo dirò! sappiatelo- colui, colei, coloro che ci fossero già stati, sono caldamente invitati a dare consigli appassionati su dove camminare, dormire, mangiare, guardare, perdersi! Soprattutto. Che annoi ci piace l’avventura. Ma senza vairus intestinali, se possibile.
Ed ora…..ho la cervicale.
Direi conclusione perfetta per un post egogestito nella nullafacenza. me lo merito.
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lunedì, 03 marzo 2008

UN TRANQUILLO WE DI PAURA

Un attimo prima sono in un vecchio negoziello del centro che, tra odori di naftalina e stoffe ammuffite, compro bottoni colorati per uso ancora sconosciuto, mentre un attimo dopo  – il danno - parbleu sbatto la porta dell’auto mentre mi si dice ma tu sai fare la constatazione amichevole?!. Io guardo il mio cofano incrinato e penso andiamo bene, andiamo. Degno inizio per un degno we. di lavoro.
Ma potrebbe andare peggio. No dai. E invece seh. Invece proprio quella sera, tra il viavai di contrabassisti, batteristi, signorotte cofanate, riders d’altri tempi e lupi di mare senza mare, ho a che fare con loro: coppia di clienti abituali, di quelli che io pago, tu – cosa insulsah - lavora. e fallo in silenzio per favore. possibilmente senza respirare che mi da fastidio.
Mi fermo, respiro.
Ma poi penso a cosa sarebbe il mondo senza di loro. Un mondo dove gli occhiali da sole, incredibile, si userebbero soltanto nelle giornate di sole…davvero ridicolo. E penso alla più ombrosa ignoranza in cui mi ritroverei. L’ignoranza di non sapere che sensazione si prova nel toccare un pitone squoiato a forma di cappotto. Eeeh, non si smette mai d’imparare.
E poi arriva quello che mi vuole rubare la cravatta che guarda, mi starebbe benissimo per il matrimonio di domani, quello che mi tedia per avere la cravatta, quello che mi sfila la cravatta, quello che mi chiede il numero di telefono per potermi rendere la cravatta: guarda, puoi anche tenertela tanto non è mia. :P
E poi fare da spettatori quando invece si vorrebbe essere dei reporter d’assalto per immortalare scene che neanche nella mia più delirante immaginazione: una passerella di capelli cotonati, borsette d’oro argento e mirra, pizzi, paillettes e pellicce dagli improbabili colori, nonché lacrime che disfano quel mascara e quel giusto accennato ombretto blucobalto mentre la figlia dal microfono facile intona un Ai uill olueis lov iuuuuuuuuuuuu
E poi in chiusura il tradizionale gin-tonic defaticante insieme al boss:
- stefi, ma com’è che ti vedo sempre ridere con tutti i clienti??!!
Beh, io la vedo dura restare seri dopo che, con tutta l’eleganza e la professionalità che mi contraddistingue, cerco di versare per l’ennesima volta del prosecco da una bottiglia ancora tappata.
- ma daiiii, ma io lo faccio negli interessi del localeeee...è tutta una strategia la mia... U_U

...a questo punto direi che l'aumento è più che giustificato...
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lunedì, 25 febbraio 2008

I CAN(n’t) SEE FURTHER THAN MY OWN NOSE AT THE MOMENT (cit.)

Perché da che mondo è mondo tutti sanno che la biblioteca è un luogo magico. Dove si possono fare strani incontri. Luogo investito da poteri e da forze straordinarie e sovrannaturali. Ritrovo per personaggi fantastici in borghese. Quei personaggi avulsi dal contesto.
Interessanti nella loro visibile diversità, si aggirano indisturbati e pacifici tra quella più comune fauna studiosa composta per la maggiorparte da ragazzetti tendenzialmente omologati difficilmente distinguibili l’uno dall’altro. E dici vabeh insomma capita pazienza accetteremo anche questo.
Un giorno però accade qualcosa di strano.
Succede che come sempre entro, sicura, con passo sostenuto di chi arriva a casa e si dirige verso la propria stanza. Già, la mia consueta e rassicurante postazione. Occupata. Chi osah?! Una giovincella dagli occhi blu e dallo smalto fusChia. La fulmino. Probabilmente avrà pensato ce l’avessi con il suo velatamente accennato ombretto rosa. Ha pensato bene. Tiro faccione da pesante indispettimento e vago alla ricerca di un altro posto. Mi imbuco infondo infondo dove meno posso essere disturbata. Mi siedo facendomi spazio tra pupazzetti di hellokitty e woolridge dai colori canonici.
Apro il mio computer. Alzo gli occhi.
Davanti a me, a un tavolo e qualche sedia più avanti, sbuca un estraneo allo scenario. Lo noto ma non tanto da farci caso subito. Poi inizio a guardarlo bene. Ha qualcosa di diverso. Lo guardo meglio. Indossa una scialba ma deliziosa maglietta marrone con maniche viola, la cui differenza cromatica però si fa notare appena – i dettagli. Pantaloni beige di velluto. Scarpe dal tono simpatico. Improvvisamente prende in mano un giornale. Sorrido quando vedo di che giornale si tratta.
Mi ricorda qualcuno.
Apre poi una scatoletta e indossa un paio di occhiali da vista. Probabilmente di qualche nonno, zio o parente scomparso. Un’aria mai vista da queste parti. Rilassato. Senza tante pretese. Continuo a fissarlo sbalordita. Ha delle belle mani. Dev’essere gay. Poi si alza. Un amico gli propone un caffè – la stefi in tutto questo pare di no ma sta studiando - Si infila una giacchetta blu. Che è un po’ stonata, ma non troppo. Anche quella pare presa da qualche armadio di qualche vecchia casa di campagna. Rimango impietrita. Ma allora, penso, allora, esistono anche qua. Dal modo in cui si muove ho pensato, dev’essere un timido. Ma curioso. Vedo  che, tornato dalla pausa caffeina, scruta in giro. Come me. Cerca di non dare nell’occhio. Sicuro di non essere lui stesso fonte di interesse. Ma da lì a poco incrocia il mio sguardo. Io con l’occhio fermo mi giro, impassibile, verso lo scaffale di libri alla mia destra. Torno sulla mia tesina. Lui legge il giornale. Alza lo sguardo e ci ritroviamo. Riapre il computer, mi guarda. Una mano appoggiata sulla guancia calda. Sfoglia un libro. Credo mi abbia scoperta. Sogghigna al mio tentativo – miseramente fallito - di capire che libro fosse. Noo, ma io mica mi scompongo. Faccio finta di niente e torno sulla tastiera. Le dita tra i capelli, c’è poca concentrazione, perdio! Poi rumore, sento che si alza. Se ne sta andando. Avrà un blog? Avrei potuto pensare a qualsiasi cosa, qualsiasi, ma noh! Mi sono chiesta se mai avesse un blog. Sguardi leggeri si alternano ad altri più curiosi. Si piega sul tavolo per prendere il computer, e alza gli occhi verso di me. Questa volta più a lungo. E se ne va, lascandomi con un sorrisino multicolor da ebete.
Scopro che sono le 18.00 ed io non ho praticamente concluso nulla. Neanche scoprire se perdio! costui ha un blog, un nome, un numero di telefono!
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venerdì, 22 febbraio 2008

VOCI DEL CINEMATOGRAFO

marjane    persepolis
oggi qua in friulandia arriva questo film. cartone animato? fumetto ri-animato? gli affecionados dell' Internazionale già conosceranno la Marjane Satrapi e i suoi racconti fumettati di un autobiografico espressivo e delicatamente descrittivo di una realtà  molto spesso difficile da raccontare come quella iraniana. io non vedo l'ora di andarlo a vedere. sarà come essere davanti un Internazionale di proporzioni inaudite. il tutto senza l'infausto sforzo di dover girare le pagine. consiglio: fatevelo sfogliare anche voi.

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giovedì, 21 febbraio 2008

TEDIOLAND

Stasera dovevo andare al ciMeNa a vedere Tideland. Ultimo giorno di proiezione. Ma quell'infame del mio cervello m'ha ricordato troppo presto che stasera na, stasera c’è l’uscita con l’uomo-tedio. Nel senso che lui tedia. me.

…stefi, devo parlare con te…io devo capirti…

Seh, vabeh. facciamo finta di si.

Ma niente riinvii…paganini non ripete e tanto meno posticipa un concerto. Ora. Ho a disposizione mille e mille e mille e mille. e mille possibilità di scelta: (opzione 29) lui mi chiama per sapere a che ora ci vediamo, io rispondo e camuffo maestralmente la voce con un “mi spiasci hai sbagliatu numerenji…” mentre nel frattempo la musichetta di sottofondo di meo amigu sciarli braun sciarli braaauuun avrà fatto in modo di non destare alcun sospetto. (opzione 160) lo chiamo e gli confesso di dover partire per un viaggio improvviso – causa malattia rarissima da curare nella segreta e impenetrabile tribù dei MaiDileBanzai – tribù che si scoprirà poi espatriata alle Maldive a vivere di amOre, pesca e margaritas; ai quali poi mi unirò vivendo anch’io di aNore ma soprattutto di suki e margaritas.

Alla fine però…uhm…si dai…credo sceglierò la busta numero 572: andrò al cimena prima di uscire con tedioman.

ahn...a-ehm...
si, ok, mi sto autoridicolizzando sbeffeggiandomi e insultandomi per la scelta presa. un po’ aBnormala ineffetti. ma io di certo non mi sconvolgo. E gli autoinsulti proprio non mi toccano.

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lunedì, 18 febbraio 2008

INFO DI SERVIZIO

> Niente di grave…dev’essere un piccolo inceppo nel software. Un paio di giorni e si ripara tutto.
Succede che mi si accusi di non parlare molto, mai, della mia lunga coltre di uomini, omuncoli ragazzetti…Forse perché poi tanto lunga non è..…quella ufficiale.
grasse risate
Sarà forse perché non mi va di farmi condizionare la vita da nessuno. e per questo di metterlo, un nessuno, al centro dei miei pensieri. E farlo diventare un qualcuno.
la sagra delle cazzate zompettanti
Sarà che lo ritengo, questo, un argomento mio.
il tuo tallone d’achille
> ha detto un paio di giorni, vero…
E infatti quello che succede. Inevitabile:
> stefi, la devi smettere di far finta di essere quella forte. Quella che non ha bisogno di nessuno…
> …
> …tu in realtà sei un budino.
smolliccio.
> devi iniziare a pensare un pò a te stessa.
budino smolliccioso.
però è da dessert invertebrato anche uscire con un ragazzo che proprio non mi interessa.
speriamo non mi chiami. perda il mio numero. cambi semplicemente idea.
> E’ il suo primo Mac?!
> Già. Credo di si.
> Aaaahn...
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domenica, 10 febbraio 2008

OUT FOR A SUNDAY WALK

UDINE_città-12
sole e piazze spolverate di colori.
serve aspirapolvere?
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venerdì, 08 febbraio 2008

THAT'S UNDERGROUND STYLE, BABY!

Ieri al cinema. Tra le vie del centro città. In uno dei due unici rimasti - coraggiosi - gli altri invece soppiantati dall’ indistruttibile multisala. Ormai tempio dell’uomo comodoso in cui i commessi ben istruiti cercano di coccolare i clienti con le più svariate tentazioni da dieta americana e dove l’offerta cinematografica si limita ad una più vasta scelta tra i film di consuetudine. Non posso più neanche dire vabeh ci vado perché ci stanno le poltrone comode. Questo l’ho superato nel momento in cui hanno smantellato quel cinema per pochi del DopoLavoro Ferroviario, in cui le poltroncine, regolarmente di legno, duro, molto duro, erano capaci di conficcarsi a metà schiena provocando quel dolore non troppo intenso ma alla lunga fastidioso da scatenare tic nervosi. Ma a parte tutto, aveva il suo fascino. Quel cinema con una sola piccola sala, intima, e quelle poltroncine segaschiena. Adesso anche i cinema D’Essai del centro hanno le poltroncine fiche su cui ti ci puoi affondare. E ieri, mi sono immersa in questo velluto rosso reclinabile, pronta a vedere FactoryGirl. Squarcio dell’America degli anni 60, della Pop Art, della Factory appunto e di tutti i suoi eccessi, droghe, alcool e cinismo – fondamentalmente eccessi dannosi per anima e corpo, ma indubbiamente affascinanti. Ambiente tanto rivoluzionario e superficiale quanto dannatamente intrigante. Dai, chi non vorrebbe aver vissuto quegli anni tra artisti, musicisti e uomini di cultura?
Chi non vorrebbe essere stato Andy Warhol?
Un genio compreso nel suo passaggio da sconosciuto outsider a quell’icona che tutti conoscono. ma poi, totalmente incompreso nella sua egocentrica pazzia. E allora penso…penso che forse rinuncerei alla mia salute mentale per raggiungere un genio di tali dimensioni. Si. Lo farei. Ma senza parrucca bianca.

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lunedì, 04 febbraio 2008

   A4 A5   APPLE3 A2   

Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane: a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno portebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
Dario Fo per Apple

La sterfi > a-ehm. mi scusi, signor Fo, ma lei sta mica dicendo che se anch’io uso compro quelle cose lì…dice che…dice che divento un gegno anch’io??!!
Dario Fo > guardi signorina bella…io non ho mai parlato di miracoli, sah…
La sterfi > ahahah. Bella questa. Ahahah. lei è troppo simpatico…
Ora. Tornando seri…ecco. lei mi parla di folli. Anticonformisti. Ribelli, ahn?! Voglio dire…signor Fo…IO! Ma non capisce….Io sono l’impersonificazione della ribellione e dell’anticonformismo! io che non ho mai giocato a Risiko in  t u t t a  la mia vita!…
Dario Fo > ehn…
La sterfi > …no, ma daveri, ehn?! E la mia risposta suonava più o meno così: “Aaaaaaaaah No. Io non mi piegherò mai a questi giuochetti per le masse!”
Ecco U_U più o meno.
Senza contare poi che tipo non conosco i nomi delle vie e mi ostino a girare la (mia) città sulla base di punti di riferimento…
Dario Fo > …veramente dalle mie parti quello mica si chiama anticonformismo!
La sterfi > ...certo che frequenta proprio delle strane parti lei…
Dario Fo > -_-“
La sterfi > evvabbeneeee…magari non sarò un gegno…ok?!
Dario Fo > Ooooh…
La sterfi > …né anticonformista…e tanto meno ribelle…
Dario Fo > Ooooooooooooh…
La sterfi > …ma sono definitivamente una piantagrane dicesi anche pigna in du gulu. Quindi adesso sganci il mio computer e tante belle cose.
 

…E FU COSì CHE LA STERFI EBBE UN COMPUTER CON LA MELA…

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mercoledì, 30 gennaio 2008

OGGI HO VISTO LA CATASTROFE.

sorellanza > oh, stefi..oggi c’ho l’esame…
la sterfi > che esame è?
sorellanza > calcoli strutturati di strutture strutturali di pesi che…
la sterfi >
che famina… avrei gola di suki…”
sorellanza > …ecco. hai capito?!
la sterfi > ehn……come? scus calcolo del…? ma chi è che pesa?
sorellanza > sterfi! praticamente facciamo calcoli per capire quanto possiamo caricare una struttura prima che crolli
la sterfi > Gah! ma che esami catastrofici vi fanno fareeeEEE!!!
sorellanza > eh, è un casino. Se mi da l’esercizio per cui mi sono preparata ok. Altrimenti son nella mierda.

Ora. Penzo al giorno in cui mi farò costruire casina dalla sorellanza. che io ingenuamente riempirò di oggetti vari e cisterne di orecchini colorati.

Ma solo, e dico SOLO, quando la profezia si autoadempirà, io – con uno dei miei migliori risolini sarcastici misto isterici - crollando insieme alla mia casina, ripenserò a questo giorno…e intonerò un rassegnato ma dove sono gli ingegneri quando servono?!

perchè a parte tutto. gli architetti hanno anche la scusante che devono fare le cose BELLE…penzate invece cosa potrei fare io se avessi preso la facoltà di Medicina:
- Dott.ssa la Sterfi! Venga, presto! Un’urgente operazione alla valvola mitralica!!!!
- Chi??? IO??? Oddiooo NO! Ma chi ha detto che devo operarmi??!!
- Ehn…Dott.ssa…è lei che DEVE operare…
- Ahn  _chic … già!
- Forza forza…non c’è tempo!
- (correndo verso la sala operatoria) Diceva scusi?!…la valvola mitre…mitrost…eh, dove staH?!

postato da: sterfimia alle ore 14:03 | link | commenti (11)
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sabato, 26 gennaio 2008

PLEASE, FOLLOW THE BORDERLINE.

Penso che mi piace questa mia terra di confine.
E’ una terra viva. Colorata e forte.
Seppur con le sue debolezze. Segnata da quello che la storia le ha riservato, vorrei però fosse avvolta da una forza diciamo un po’ più propositiva...capisco però, e non mi sconvolge, il fatto che questa nostra posizione tendente al confine forse ci porti ad essere maggiormente rannicchiati su noi stessi. Non lo condivido, ma lo capisco. Come capisco il maestro Morgano quando anni e anni or sono musicò dovrei applicarmi un po’ di più per capire che ciò che è diverso è solo ciò che mi fa più paura. Ma c’è modo e modo di rannicchiarsi. Quindi in realtà no, non lo capisco poi tanto. E allora penso che, per quanto nelle città friulane (una a caso: udine) si sia ormai insidiato il tarlo dell’impaurita borghesaggine italiota con annesso naso schifato da chissà quale sorta di putridume lo circondi- già- penso che per fortuna c’è sempre qualcosa che le tiene vive per quello che originariamente sono.
E allora mi vengono in mente le cose belle…le frasi tipo spazio libero per chi ancora non crede alla cultura liofilizzata in dadi pronti knorr*. Come disse
il fidato visionario. Che organizza mostre, rassegne e cicli di film del tipo visti, rivisti o maivisti (tra l’altro completamente gratuite per gli studenti universitari! chapeau!), che propone poi un bookstore minimale nonchè visivamente rilassante per i nostri poveri occhi già continuamente torturati dal kitsch quotidiano.
e allora, quasi commossa, ostento un: che grande paese siamo!
Ma subito mi rendo conto di essermi sbilanciata un pò troppo (leggi: della GazzaDa che ho scritto) e l’immagine – ormai indelebile nella mia mente – dell’opposizione che in senato festeggia a vino e mortadella, mi fa subito riprendere lucidità e cerco di salvarmi con un: che grande regione autonoma siamo!
Vabeh, se non è...sarà qualcos'altro dico io...
Già. Qualcosa si salva per forza. Perché dietro a questo* c’è sempre qualcosa di bello. O perlomeno l’intento e la voglia di fare qualcosa di bello. E finchè ci sarà (anche) questo, la mia terra non verrà silenziosamente invasa da un gregge di androidi lobotomizzati il cui apice della cultura nonché della realizzazione personale viene raggiunto il sabato sera tra le vie del centro nel giocare all’ormai consueto chi si vuole indebitare la casa per una borsetta.
No perdio! maledetti! io non lo permetterò mai!

Disse la sorella di William Wallace

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domenica, 20 gennaio 2008

SON BEI MOMENTI


Ascolto musica elettronica melodiousa ed ammiccante che tocca inevitabilmente le corde del mio umore. E lo stuzzica. Giocandoci un po’ e portandolo a ballare tra note più cupe ed altre decisamente più frizzanti e sbarazzine. Stasera in pista scarpe da sera vertiginose e vagamente retrò…dall’alto dei miei tacchi e con il giusto distacco recupero le ultime giornate passate: strane sensazioni, belle sorprese e tante domande alla giovani, carini e disoccupati. Perché si disoccupati, ma soprattutto carini, intendiamoci. E così, una visita tanto inaspettata quanto piacevole ha fatto riaffiorare bei pensieri e sensazioni assopite. Buon vino, risate, tante chiacchiere e quel ecco perchè ricordavo questa bella sensazione. Che se da lui sono tutti così io mi trasferisco domani. Poi intera giornata dedicata agli amici. Quegli amici che all’asilo si umiliavano insieme a me ad interpretare ruoli imbarazzanti nelle recite di fine anno: quelli che insieme si faceva l’intonaco e i mattoni. Che se ci avessero fatto interpretare la porta avremmo avuto un po’ più di dignità da sfoggiare ai posteri attraverso foto ingiallite ma indistruttibili. Ma sto divagando. Insomma quegli amici che ci sono sempre. Chi più, chi meno. Ma tutti riuniti per il matrimonio di uno della banda. Quelli che quest’anno facciamo un viaggio tutti insieme. Cose che ti vien da ridere al solo pensiero. E vederci tutti belli, lì, verniciati, ancora single e sorridenti…beh, sembravamo quasi…grandi. Lo so, sembrare forse non è proprio il verbo più adatto...Ma va bene anche così. Per adesso va benone così.
postato da: sterfimia alle ore 21:52 | link | commenti (15)
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sabato, 12 gennaio 2008

CKtC

Succede che l’altro giorno ascolto distrattamente QUASI per caso che non si pensi che stessi origliando ehn! una conversazione tra i miei procreatori:

Padre <  certo che la stefi…
ehn…stanno forse parlando di me?!?

Padre < …con il tipo di lavoro che le aspetta. Beh. Se un giorno decidesse di avere un figlio…
gah! _svenni
Padre < …l’essere lontana da casa…non sarà facile…
Madre < eh, beh, son scelte. come quando tu andavi via per lavoro e, tornato, i bambini quasi neanche ti riconoscevano…

Padre <…eh. ma alla fine la madre è sempre la madre…
ahn! i sali! presto i sali!…

 

Già. Curiosity killed the cat. me lo merito. Peccato che amme mi ci ha fatto secche tutte e 7 le vite. E in un colpo solo. Io poi mi conosco...ci penso, ci filotto e ci cucio su anche una bella trapuntina (rigorosamente a righe) – attenzione però, probabile che la stefi dopo aver smobilitato il mondo per costruirsi la trapuntina, l'abbandoni così sul più bello. Invero a un secondo dal completamento. Quindi non che non ci abbia mai pensato, intendiamoci. Ma quando ci penso così è come se tutto rimanesse chiuso dentro un barattolo di vetro e schiacciato sotto ovatta. cose che sai che ci sono ma le tieni buone, lì ferme, in salamoia. Non credo avrò la presunzione di mettere al mondo un figlio, o di chi ne farà le veci, soltanto per paura della solitudine o per noia. O, ancor peggio, per conformità. Non credo tutti debbano per forza avere il timbro di garanzia genitoriale. Io devo ancora capire – certo le basi propendono per genitore 0simpatica zitella zompettante 8. ma non è questo il momento per capire. penso solo a quanto sono cambiata in questi anni. quindi perché non potrebbe succedere di nuovo ahn?! Oggi rifacendo il letto ho trovato, raggomitolati,  calzetti & stuff,  cose che neanche il mio casetto dell'intimo è così ben fornito. Tutti schiacciati e infessurati ai piedi del letto. Si, ma dico io, che se non so cosa nasconde il fondo del mio letto…come posso pretendere di sapere quello che trama il mio cervello in alcune delle sue più polverose mensole?!


postato da: sterfimia alle ore 13:17 | link | commenti (27)
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