


"CERCHIAMO RAGAZZA 27ENNE NOTA COME LA STERFIMIA. SPARITA DA UN PAIO DI MESI SI DICE L'ABBIANO VISTA AGGIRARSI CON DEI LOSCHI LIBRI DI FRANCESE SOTTOBRACCIO. LA POTETE FACILMENTE RICONOSCERE DALLA CLASSICA ESPRESSIONE DI STUPORE MISTO INCONSAPEVOLEZZA TIPICA DELLA FRASE <<NON SO COME SIA POTUTO SUCCEDERE!>>. CHI NE AVESSE NOTIZIA PREGO CONTATTARE I GENITORI: DEVE ANCORA PORTARE FUORI LE IMMONDIZIE DELLA SCORSA SETTIMANA E LE MEDICINE CHE TENGONO IN VITA LA NONNA LE HA LEI IN BORSA".
E allora - ma si (finalmente) - anche questo natale è passato riuscendo, come solo lui sa fare, a consumare lentamente testa e corpo. il tutto condito con la classica amarognola venuta di parenti da lontano che ha portato come ogni anno immensa gioia in famiglia:
È già arrivato. Il periodo delle docce bollenti. Il processo di dipendenza da qualsivoglia fonte di calore è diventato irreversibile. Succede che poi sono davvero poco qua. E molto ma molto di più dilà. E pare quasi di aver perso un pò la frizzantezza delle mie dita grafiche – che schiacciano tasti. Non bastasse questo, scopro che amici di blog, simpatiche letture, appuntamenti abituali, sono puff dileguossi. Questo lascia un po’ di amarezza. Specie se accompagnato da arrogante autunno che avanza senza paura né macchia. Le mie, capite, sono semplici pause DA riflessione e sono necessarie quanto un teino caldo in serata buia e tempestosa. Ma le giornate si accorciano, si cade in letargo. E come ho ben detto prima ci si attacca a tutto ciò possa benevolmente generare calore. Indi il computah. Indi rinascerò tra l'odore della plastica surriscaldata. Fondamentalmente aggrappata alle ventoline del portatile.

> > > Che sono molto autoreferenziale in questi giorni – seh, beh, come sempre insomma -_-" Faccio finta di non aver sentito: giorni in cui sono soltanto io e i miei esami, io e il mio lavoro, io e i miei amici, io e il mio piumone a righe. Oggi poi sono in casa senza alcuna minima voglia e (n.b.!) senza alcuna minima intenzione di studiare. Quindi sono ANCORA PIU’ fortemente IO.

oggi qua in friulandia arriva questo film. cartone animato? fumetto ri-animato? gli affecionados dell' Internazionale già conosceranno la Marjane Satrapi e i suoi racconti fumettati di un autobiografico espressivo e delicatamente descrittivo di una realtà molto spesso difficile da raccontare come quella iraniana. io non vedo l'ora di andarlo a vedere. sarà come essere davanti un Internazionale di proporzioni inaudite. il tutto senza l'infausto sforzo di dover girare le pagine. consiglio: fatevelo sfogliare anche voi.
Stasera dovevo andare al ciMeNa a vedere Tideland. Ultimo giorno di proiezione. Ma quell'infame del mio cervello m'ha ricordato troppo presto che stasera na, stasera c’è l’uscita con l’uomo-tedio. Nel senso che lui tedia. me.
…stefi, devo parlare con te…io devo capirti…
Seh, vabeh. facciamo finta di si.
Ma niente riinvii…paganini non ripete e tanto meno posticipa un concerto. Ora. Ho a disposizione mille e mille e mille e mille. e mille possibilità di scelta: (opzione 29) lui mi chiama per sapere a che ora ci vediamo, io rispondo e camuffo maestralmente la voce con un “mi spiasci hai sbagliatu numerenji…” mentre nel frattempo la musichetta di sottofondo di meo amigu sciarli braun sciarli braaauuun avrà fatto in modo di non destare alcun sospetto. (opzione 160) lo chiamo e gli confesso di dover partire per un viaggio improvviso – causa malattia rarissima da curare nella segreta e impenetrabile tribù dei MaiDileBanzai – tribù che si scoprirà poi espatriata alle Maldive a vivere di amOre, pesca e margaritas; ai quali poi mi unirò vivendo anch’io di aNore ma soprattutto di suki e margaritas.
Alla fine però…uhm…si dai…credo sceglierò la busta numero 572: andrò al cimena prima di uscire con tedioman.
ahn...a-ehm...
si, ok, mi sto autoridicolizzando sbeffeggiandomi e insultandomi per la scelta presa. un po’ aBnormala ineffetti. ma io di certo non mi sconvolgo. E gli autoinsulti proprio non mi toccano.

Ieri al cinema. Tra le vie del centro città. In uno dei due unici rimasti - coraggiosi - gli altri invece soppiantati dall’ indistruttibile multisala. Ormai tempio dell’uomo comodoso in cui i commessi ben istruiti cercano di coccolare i clienti con le più svariate tentazioni da dieta americana e dove l’offerta cinematografica si limita ad una più vasta scelta tra i film di consuetudine. Non posso più neanche dire vabeh ci vado perché ci stanno le poltrone comode. Questo l’ho superato nel momento in cui hanno smantellato quel cinema per pochi del DopoLavoro Ferroviario, in cui le poltroncine, regolarmente di legno, duro, molto duro, erano capaci di conficcarsi a metà schiena provocando quel dolore non troppo intenso ma alla lunga fastidioso da scatenare tic nervosi. Ma a parte tutto, aveva il suo fascino. Quel cinema con una sola piccola sala, intima, e quelle poltroncine segaschiena. Adesso anche i cinema D’Essai del centro hanno le poltroncine fiche su cui ti ci puoi affondare. E ieri, mi sono immersa in questo velluto rosso reclinabile, pronta a vedere FactoryGirl. Squarcio dell’America degli anni 60, della Pop Art, della Factory appunto e di tutti i suoi eccessi, droghe, alcool e cinismo – fondamentalmente eccessi dannosi per anima e corpo, ma indubbiamente affascinanti. Ambiente tanto rivoluzionario e superficiale quanto dannatamente intrigante. Dai, chi non vorrebbe aver vissuto quegli anni tra artisti, musicisti e uomini di cultura?
Chi non vorrebbe essere stato Andy Warhol?
Un genio compreso nel suo passaggio da sconosciuto outsider a quell’icona che tutti conoscono. ma poi, totalmente incompreso nella sua egocentrica pazzia. E allora penso…penso che forse rinuncerei alla mia salute mentale per raggiungere un genio di tali dimensioni. Si. Lo farei. Ma senza parrucca bianca.
Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane: a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno portebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
Dario Fo per Apple
…E FU COSì CHE LA STERFI EBBE UN COMPUTER CON LA MELA…
Ora. Penzo al giorno in cui mi farò costruire casina dalla sorellanza. che io ingenuamente riempirò di oggetti vari e cisterne di orecchini colorati.
Ma solo, e dico SOLO, quando la profezia si autoadempirà, io – con uno dei miei migliori risolini sarcastici misto isterici - crollando insieme alla mia casina, ripenserò a questo giorno…e intonerò un rassegnato ma dove sono gli ingegneri quando servono?!
perchè a parte tutto. gli architetti hanno anche la scusante che devono fare le cose BELLE…penzate invece cosa potrei fare io se avessi preso la facoltà di Medicina:
- Dott.ssa la Sterfi! Venga, presto! Un’urgente operazione alla valvola mitralica!!!!
- Chi??? IO??? Oddiooo NO! Ma chi ha detto che devo operarmi??!!
- Ehn…Dott.ssa…è lei che DEVE operare…
- Ahn _chic … già!
- Forza forza…non c’è tempo!
- (correndo verso la sala operatoria) Diceva scusi?!…la valvola mitre…mitrost…eh, dove staH?!
Disse la sorella di William Wallace
Succede che l’altro giorno ascolto distrattamente QUASI per caso – che non si pensi che stessi origliando ehn! – una conversazione tra i miei procreatori:
Padre < certo che la stefi…
ehn…stanno forse parlando di me?!?
Padre < …con il tipo di lavoro che le aspetta. Beh. Se un giorno decidesse di avere un figlio…
gah! _svenni
Padre < …l’essere lontana da casa…non sarà facile…
Madre < eh, beh, son scelte. come quando tu andavi via per lavoro e, tornato, i bambini quasi neanche ti riconoscevano…
Padre <…eh. ma alla fine la madre è sempre la madre…
ahn! i sali! presto i sali!…
Già. Curiosity killed the cat. me lo merito. Peccato che amme mi ci ha fatto secche tutte e 7 le vite. E in un colpo solo. Io poi mi conosco...ci penso, ci filotto e ci cucio su anche una bella trapuntina (rigorosamente a righe) – attenzione però, probabile che la stefi dopo aver smobilitato il mondo per costruirsi la trapuntina, l'abbandoni così sul più bello. Invero a un secondo dal completamento. Quindi non che non ci abbia mai pensato, intendiamoci. Ma quando ci penso così è come se tutto rimanesse chiuso dentro un barattolo di vetro e schiacciato sotto ovatta. cose che sai che ci sono ma le tieni buone, lì ferme, in salamoia. Non credo avrò la presunzione di mettere al mondo un figlio, o di chi ne farà le veci, soltanto per paura della solitudine o per noia. O, ancor peggio, per conformità. Non credo tutti debbano per forza avere il timbro di garanzia genitoriale. Io devo ancora capire – certo le basi propendono per genitore 0 – simpatica zitella zompettante 8. ma non è questo il momento per capire. penso solo a quanto sono cambiata in questi anni. quindi perché non potrebbe succedere di nuovo ahn?! Oggi rifacendo il letto ho trovato, raggomitolati, calzetti & stuff, cose che neanche il mio casetto dell'intimo è così ben fornito. Tutti schiacciati e infessurati ai piedi del letto. Si, ma dico io, che se non so cosa nasconde il fondo del mio letto…come posso pretendere di sapere quello che trama il mio cervello in alcune delle sue più polverose mensole?!